Omicidio in Valpolcevera: preso il terzo uomo
È finita la fuga di Roberto Bruzzese, nipote di Francesco La Rosa, ucciso oggi in via Tecci per una lite scattata da questioni di confine. L’uomo era fuggito a bordo di un’automobile, ma dopo un paio d’ore e un’intensa ricerca da parte delle forze dell’ordine, Bruzzese è stato preso. Secondo le prime informazioni, l’uomo si era rifugiato in un casolare di proprietà della famiglia nelle campagne adiacenti al luogo dell’omicidio.
Intanto si chiariscono le dinamiche dell’omicidio e del ferimento delle altre persone. Tutto ruota attorno a un appezzamento di terreno in via Tecci, sopra via Semino, in Valpolcevera. Le due famiglie, imparentate tra loro, ne rivendicavano la proprietà da tempo. Oggi, Francesco La Rosa, sessantacinque anni, ha deciso di delimitarli con dei paletti. Quella decisione l’ha pagata con la vita. Ferite sono anche la moglie, Maria Teresa Bruzzese (60 anni), che porta lo steso cognome dell’assassino del marito e Bruna (32 anni), la figlia della coppia. A versare in gravissime condizioni è il figlio minorenne di Francesco e Maria Teresa. Il ragazzo, diciassettenne, ha subito una delicatissima operazione alla milza e ora lotta tra la vita e la morte. Una quarta persona sarebbe stata medicata sul posto dai sanitari accorsi a prestare soccorso alla famiglia. Quando Francesco La Rosa ha cominciato a piantare i paletti, un membro dell’altra famiglia è andata alla locale sezione di polizia municipale per denunciare la cosa e chiedere di fermare il parente, ma non ha trovato nessuno perché gli agenti erano tutti in servizio. Tornando a casa ha incontrato, però, un agente e gli ha chiesto di seguirla per mostrargli cosa stava accadendo. Il cantone è arrivato quando già la zuffa era incominciata. Ad aggredire La Rosa è stato il settantasettenne Carmelo Bruzzese insieme ai figli Vincenzo, di 47, e Roberto, di 43. Proprio quest’ultimo, quando il vigili stava cercando di dividere i contendenti, avrebbe brandito il coltello per poi calarlo su Francesco e suoi suoi familiari. Carmelo e Vincenzo sono stati subito arrestati dagli agenti delle Volanti che nel frattempo erano arrivati sul posto, Roberto è scappato in macchina raggiungendo un casolare poco distante, di proprietà della famiglia dove è stato trovato dalla polizia che nel frattempo con i carabinieri aveva scatenato una poderosa caccia all’uomo.
Tra le due famiglie da molti anni i rapporti erano tesi, tanto che Francesco aveva già denunciato Carmelo nel 2011.


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